C’è un momento che ogni commerciale conosce bene: entri in una sala riunioni, appoggi il materiale sul tavolo davanti al tuo interlocutore e capisci dal primo sguardo se ciò che hai portato è all’altezza del valore che vuoi comunicare.

Non è solo una questione di qualità di stampa, ma di percezione immediata. Il materiale che consegni parla prima di te: racconta quanta cura hai dedicato al progetto e quanto è credibile la proposta che stai presentando.

La sfida di Intonando

L’associazione Intonando organizza da anni Profondo Umano, uno dei festival culturali più interessanti del territorio albese. Ospiti di caratura nazionale e internazionale, temi profondi affrontati attraverso conferenze, teatro, danza, musica e arte: un progetto cresciuto nel tempo grazie a lavoro, visione e passione.

Per finanziare la nuova edizione, serviva ampliare la platea degli sponsor. Non soltanto i sostenitori abituali, ma nuovi interlocutori: titolari d’azienda, responsabili marketing e comunicazione, board di fondazioni e istituzioni. Persone che non conoscevano ancora il festival e che lo avrebbero incontrato per la prima volta durante una presentazione.

La richiesta era semplice da capire ma complessa da soddisfare: «Vogliamo uno strumento che sia all’altezza». Non il solito depliant standardizzato, ma un supporto capace di comunicare, già a prima vista, il livello raggiunto dal festival e le sue ambizioni.

La sfida era riuscirci con una tiratura limitata e un budget preciso, usando al meglio le risorse disponibili senza ridimensionare l’ambizione del progetto.

L’idea: un supporto che si trasforma

Siamo partiti dal brief, non dal formato. L’obiettivo di questo strumento era catturare l’attenzione di chi lo riceveva e rimanere impresso nella sua memoria.

La soluzione è stata individuata in un supporto dalla valenza multiforme: si presenta come un pieghevole, si sfoglia come un opuscolo e, una volta dispiegato, si ammira come un poster. Merito di una fustellatura studiata al millimetro e di un taglio centrale quasi chirurgico che, a supporto disteso, praticamente scompare.

Per arrivare fin qui, sono state valutate e messe da parte diverse soluzioni: alcune troppo standard, altre poco adatte alla tiratura e al budget. Il formato scelto, invece, minimizza gli sprechi di materiale, massimizza l’impatto visivo e ottimizza i costi. Non è un compromesso: è una scelta tecnica che nasce da una conoscenza precisa dei processi produttivi.

La carta è naturale, leggermente ruvida al tatto, materica e concreta. Richiama lo spirito del festival, il rapporto con le radici, la terra e l’essenziale. È coerente con il progetto che rappresenta, ancora prima che qualcuno inizi a sfogliarlo.

Creatività e produzione, insieme fin dall’inizio

Concept, testi e grafica sono stati sviluppati insieme al formato, ai materiali, alla fustellatura e ai test di produzione. Ogni elemento è stato valutato come parte dello stesso progetto, non come una decisione separata.

Coordinare fin dall’inizio la parte creativa e quella tecnica ha permesso di trasformare tiratura e budget in parametri progettuali, invece che in problemi da risolvere quando le decisioni principali erano già state prese.

Cosa ha ottenuto il cliente

Il risultato è uno strumento distintivo e memorabile, capace di accompagnare la presentazione del festival a interlocutori nuovi e più strutturati.

Le tre modalità di utilizzo gli permettono di adattarsi ai diversi momenti dell’incontro: introduce il progetto come pieghevole, ne approfondisce i contenuti come opuscolo e lo mantiene visibile come poster.

Il tutto rispettando la tiratura e il budget disponibili, senza aggiungere lavorazioni superflue. Proprio questo equilibrio tra originalità, coerenza e concretezza è stato uno degli aspetti più apprezzati dal cliente.

Hai un progetto da presentare? Raccontaci obiettivi, interlocutori e vincoli: partiamo da lì per trovare la forma giusta. Scrivici!

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